
Hai acquistato l’accesso a un database di giornalisti italiani o a una piattaforma di invio comunicati stampa e hai appena terminato di scrivere il tuo contenuto. Carichi il testo, premi invio e in un attimo il tuo comunicato stampa arriva nelle caselle di posta di migliaia di redazioni.
Ora non resta che mettersi comodi e aspettare i primi articoli, giusto?
Sbagliato.
Se questa è la tua strategia di Media Relation, con molta probabilità il tuo comunicato verrà cestinato prima ancora di essere letto dalla maggioranza dei giornalisti, in altri casi finirà nello spam o, ancor peggio, irriterà chi lo riceve.
Affidarsi solo a servizi automatici di invio massivo non equivale davvero a fare PR, perché costruire una visibilità reale, autorevole e duratura richiede oggi un approccio basato su strategia, competenze e, soprattutto, relazioni umane.
Ecco perché questo modello, in un’epoca di eccesso di informazioni come quella attuale, non basta. Analizziamo quindi in dettaglio quali possono essere considerati oggi i veri pilastri per un ufficio stampa efficace.
L’illusione dei database e il problema dell’invio automatico
Molte aziende sono attratte dalla promessa dei servizi di distribuzione automatica, che con poche centinaia di euro ti garantiscono di raggiungere decine di migliaia di giornalisti. Ma andiamo a vedere cosa succede davvero.
Un giornalista di una testata nazionale o di un media verticale riceve centinaia di comunicati stampa al giorno, ma il suo obiettivo non è, naturalmente, fare da cassa di risonanza per le aziende, bensì trovare notizie rilevanti per i propri lettori. Quindi, quando arriva una mail impersonale e priva di contesto, il suo cervello (e il suo filtro antispam) la ignora automaticamente.
Un’agenzia di PR sa perfettamente che inviare la stessa email a un redattore economico del Sole 24 Ore e a un giornalista di un blog di lifestyle è un errore e che la vera metrica del successo non è quante persone raggiungi, ma da chi riesci a farti leggere.
I 3 pilastri di una strategia di Media Relation efficace
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L’angolo della notizia (PR Angle)
Il difetto principale di molti comunicati stampa aziendali è che non contengono alcuna notizia in senso giornalistico: celebrare il lancio di un nuovo sito web, l’apertura di una nuova sede o il fatto che l’azienda sia “leader di mercato” può essere importante per il management, ma raccontata così spesso non è di grande interesse per il pubblico esterno.
Il lavoro di un professionista delle PR inizia molto prima della scrittura e parte dall’individuare gli elementi che hanno un reale valore giornalistico o dal trovare, grazie all’esperienza e alla sensibilità professionale, il giusto PR angle per raccontare la storia in modo da interessare davvero i media.
Un esempio concreto: un nostro cliente del settore automotive aveva diffuso un comunicato che aveva ottenuto solo due citazioni su media secondari. Rielaborando la stessa notizia con un PR angle diverso, siamo arrivati a 18 uscite, inclusi due quotidiani nazionali e i 4 media di settore più rilevanti, a dimostrazione che spesso non serve una notizia diversa, ma il modo giusto di raccontarla.
Se non c’è un “angolo notizia” forte, il comunicato non avrà successo. Un’agenzia di pubbliche relazioni serve proprio a questo: a dire al cliente quando una notizia non è una notizia e aiutarlo a crearne una che lo sia davvero.
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Il pitching personalizzato
Una volta individuata la vera notizia, occorre valutare come meglio proporla. Qui entra in gioco il pitching, ovvero l’arte di presentare una storia in modo mirato in base alle caratteristiche e agli interessi dei diversi media.
Invece di inviare centinaia di email uguali, una strategia di PR efficace si concentra su una selezione di giornalisti individuati con cura, tramite un approccio sartoriale:
- Cosa scrive abitualmente quel giornalista?
- Quali sono le tematiche più trattate dalla sua testata?
- Perché questa specifica storia dovrebbe interessargli?
L’email non inizierà con “Gentile Redazione”, ma si rivolgerà al giornalista per nome, facendo riferimento a un suo articolo recente e spiegandogli in tre righe perché la notizia o l’intervista proposta è perfetta per la sua rubrica. Si tratta di un lavoro chirurgico che presuppone elevate competenze e che nessun software di automazione replica facilmente.
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La relazione personale
Le PR si chiamano Public Relations perché al centro di tutto c’è la parola “relazione”. Questo significa, ad esempio:
- Rispondere in 15 minuti quando un redattore ha urgente bisogno di un commento tecnico per chiudere un pezzo;
- Fornire dati verificati e rispettare le scadenze editoriali;
- Comprendere i ritmi serrati delle redazioni.
Sarà proprio questa relazione, basata su una fiducia reciproca costruita nel tempo, a consentire al professionista di rappresentare una fonte affidabile per quel giornalista.
I media sanno perfettamente quali agenzie mandano “fuffa” e quali invece forniscono materiale solido e pronto da lavorare. Quando un comunicato arriva da un’agenzia stimata, viene letto anche se affogato tra mille mail e questa credibilità trasferisce valore immediato al brand del cliente.
Perché affidarsi a un’agenzia di PR esperta
Pensare di gestire le Media Relation semplicemente acquistando un software di invio o un abbonamento a una piattaforma porta a valutazioni errate sui risultati ottenibili con le PR.
Affidarsi a un’agenzia di relazioni pubbliche con anni di esperienza, collaborazioni consolidate e buone relazioni con i giornalisti permette di contare su:
- Protezione della reputazione aziendale: si evita il rischio di fare spam e di “bruciare” i contatti con comunicazioni ritenute poco pertinenti o interessanti
- Competenza strategica: consulenti esperti trasformano le informazioni aziendali in storie ad alto impatto giornalistico.
- Accesso a un network reale: si sfrutta un patrimonio di relazioni costruite sul campo con redazioni, influencer e opinion leader.
Se vuoi che la tua azienda ottenga articoli sui media che contano, è il momento di valutare se sei sulla strada giusta.
Vuoi scoprire come possiamo individuare e valorizzare il miglior “angolo notizia” per la tua realtà aziendale?